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Gli Spettri

Il termine Spettri indica le presenze che una parte degli equipaggi riferisce di avere percepito durante le traversate in curvatura, per lo più in animazione sospesa. La denominazione è nata fra il personale di bordo fra il 2093 e il 2095 e nel corso degli anni successivi si è diffusa alle infrastrutture di transito e alle colonie di frontiera. Gli episodi riferiti comprendono sogni e incubi di intensità anomala, ricordi tanto verosimili quanto impossibili da collocare, percezioni relative a periodi di incoscienza ed esperienze simili fra persone che non avevano avuto modo di comunicare tra loro; nei resoconti più estremi compaiono figure diafane, tentativi apparenti di contatto ed episodi di perdita del controllo che i testimoni descrivono talvolta come vere e proprie possessioni.

Pubblicamente questi episodi restano classificati fra i disturbi neurologici associati all’animazione sospesa e all’esposizione ai campi di curvatura; nessuna delle ipotesi avanzate sulla loro origine ha trovato conferma, e le divisioni ricerca delle MC, che dispongono di casistiche molto più ampie di quelle pubbliche, mantengono un grande riserbo sui risultati raccolti.

La Variante Spettrale

Le conseguenze dell’esposizione agli Spettri assumono la forma della deriva e possono condurre allo stesso esito: la Sindrome da Discontinuità Somatica (SDS). Nei soggetti reduci da una traversata, tuttavia, la deriva presenta caratteristiche peculiari per decorso, natura dei sintomi e manifestazioni terminali. Per questo motivo, negli ambienti di ricerca che dispongono delle casistiche questa forma di SDS viene indicata come Variante Spettrale: il suo studio sistematico è iniziato nel 2096, quando alle testimonianze si sono aggiunte le prime apparizioni verificate, e si è svolto in larga parte nelle divisioni ricerca degli operatori interstellari.

La denominazione non compare in alcuna classificazione pubblica; per la medicina ordinaria la SDS continua ad avere una sola causa riconosciuta, ovvero la riduzione del Biological Retention Index. La distinzione è del resto difficile da osservare nella pratica, poiché i soggetti fortemente aumentati sono particolarmente numerosi proprio fra gli equipaggi di frontiera, che costituiscono anche la popolazione maggiormente esposta alle traversate interstellari; le due casistiche si sovrappongono quindi in larga misura, e un medico che si trovi a esaminare un soggetto con BRI ridotto affetto da SDS al ritorno da una lunga tratta dispone già di una spiegazione clinica coerente e misurabile, senza necessità di ipotizzare una seconda causa.

Fattori scatenanti

Gli episodi della Variante Spettrale finora noti risultano circoscritti al transito in curvatura, e la correlazione con la durata del viaggio, rilevata fin dalle prime segnalazioni, viene oggi letta come una correlazione con il tempo di esposizione al campo di curvatura generato dall’Alcubierre Drive. I dati a disposizione consentono inoltre di determinare che il fenomeno colpisce con frequenza molto maggiore i soggetti in animazione sospesa, che oltre a presentare un valore di deriva temporaneamente elevato non dispongono di alcun mezzo per interrompere o riferire l’esperienza.

I soggetti svegli sono interessati più raramente, e i dati del protocollo di sorveglianza indicano che ciò avviene soprattutto quando il loro valore è già considerevolmente alto. L’animazione sospesa sulle tratte lunghe costituisce quindi la condizione di massima esposizione, ed è la ragione per cui gli equipaggi interstellari rappresentano ad oggi la quasi totalità della casistica.

Sintomatologia

Nei soggetti analizzati si riconoscono caratteristiche analoghe a quelle presenti nelle altre forme di deriva: la progressiva perdita di percezione di sé e attribuzione dell’esperienza, fino all’insorgenza della SDS. La sintomatologia presenta tuttavia caratteristiche proprie: il soggetto non si limita a dubitare del proprio corpo o della propria identità, ma arriva a mettere in discussione l’esistenza stessa del mondo di cui fa parte.

Le convinzioni che ne derivano sono difficili da confutare finché la natura delle presenze rimane indeterminata, perché non esiste un quadro interpretativo condiviso che permetta di dichiararle false. Presentano inoltre una capacità di persuasione anomala: anche quando vengono esposte da soggetti già compromessi, tendono a esercitare sugli interlocutori una presa sproporzionata rispetto alla loro coerenza o plausibilità.

Decorso

Nei soggetti seguiti nel tempo le manifestazioni si susseguono in un ordine costante, che la casistica nota consente oggi di descrivere per stadi sequenziali.

  • I primi segni sono percettivi e vengono riferiti di rado: immagini e suoni indistinti, impossibili da ricordare o descrivere, dei quali rimane soltanto una vaga inquietudine. Seguono le alterazioni del sonno, con sogni (incubi) funestati da immagini terrificanti di cui al risveglio non resta il contenuto, ma soltanto una forte paura e il sollievo di esserne usciti. Nei giorni successivi il recupero dalla deriva si arresta e il valore raggiunto tende a rimanere stabile anche in condizioni di riposo.

  • Poco dopo hanno inizio le allucinazioni: i resoconti le distinguono da quelle note alla psichiatria perché non consistono nella percezione di un oggetto assente, ma di qualcosa che non sembra corrispondere ad alcun oggetto riconoscibile. Durano pochi minuti e compromettono ogni attività; in una parte dei casi documentati, il loro contenuto è risultato inoltre collegato a fatti reali che il soggetto non aveva modo di conoscere.

  • Nella fase successiva compaiono i falsi ricordi: il soggetto descrive con precisione episodi mai avvenuti, senza riconoscervi alcuna anomalia, e mantiene il ricordo finché questo non viene contraddetto dall’esterno. È il primo stadio a produrre una documentazione abbondante, perché familiari e colleghi possono immediatamente riconoscere la discrepanza. Anche in questo caso sono documentati ricordi contenenti dettagli esatti relativi a fatti che il soggetto non poteva conoscere.

  • Ai falsi ricordi segue il dubbio: il soggetto sviluppa una convinzione sulla natura della realtà che da quel momento condiziona stabilmente il suo giudizio. In questa fase si osserva anche una maggiore resistenza agli stress psichici, interpretata dai clinici come conseguenza della crescente distanza dalla propria esperienza.

  • Immediatamente dopo ha inizio il contagio: il soggetto espone la propria convinzione a chi lo circonda con un’efficacia persuasiva superiore a quella precedente, e una parte degli interlocutori finisce per adottarla.

  • Negli stadi avanzati compaiono alterazioni della personalità: il soggetto modifica stabilmente il proprio carattere e le proprie preferenze, sviluppando nuove paure o fobie oppure attraversando periodi di apatia e marcata indifferenza. In alcuni casi emergono inoltre capacità precedentemente assenti, mentre competenze già acquisite si attenuano o scompaiono.

  • Lo stadio terminale è preceduto da episodi di perdita del controllo motorio e vocalizzazioni in idiomi sconosciuti. I fenomeni durano generalmente pochi secondi, non lasciano memoria nel soggetto e provocano un forte turbamento nei testimoni. Le parole pronunciate sono state registrate in diversi casi, senza che sia stata individuata alcuna corrispondenza con le lingue conosciute. Queste vocalizzazioni vengono comunemente definite lingua della Possessione o lingua degli Spettri, poiché la quasi totalità dei soggetti che sviluppa la SDS dopo tali manifestazioni assume comportamenti che i testimoni descrivono come compatibili con la possessione da parte di un’entità non umana.

Come nelle altre forme di deriva, gli stadi iniziali possono regredire con il riposo e con i trattamenti. Lo stadio terminale è invece considerato irreversibile, a meno di non disporre di un Selfmark realizzato prima dell’insorgere della SDS.

Ricorrenza, predisposizione e fattori di rischio

Il dato più solido raccolto finora riguarda la ricorrenza degli episodi, che nella popolazione esposta non appare del tutto casuale: alcuni soggetti ne riportano uno soltanto, altri li sperimentano a ogni traversata successiva e con intensità crescente. La spiegazione corrente è che esista una predisposizione individuale.

I dati disponibili suggeriscono inoltre che l’incidenza non sia uniforme fra le diverse tratte: alcune rotte presentano una frequenza di episodi sensibilmente superiore alla media, senza che sia stato possibile ricondurre la differenza alla durata della traversata, alle caratteristiche delle navi o ad altri fattori noti. Il fenomeno è ormai abbastanza consistente da essere preso in considerazione dagli assicuratori, che stanno valutando premi differenziati in funzione dell’incidenza registrata sulle singole tratte. Su questi rilievi vengono definiti anche i criteri di idoneità alle tratte lunghe, e chi presenta episodi ripetuti rientra fra i primi destinatari delle misure di sospensione e interdizione previste dal protocollo.

Le casistiche riservate delle MC sono tuttavia molto più ampie di quelle pubbliche, e non è noto se al loro interno la ricorrenza degli episodi e la diversa incidenza fra le rotte trovino una spiegazione diversa da quella ufficialmente accettata.